Bambini a tavola: educazione e buona alimentazione



L'educazione a tavola inizia da piccoli.


Sicuramente l'educazione a tavola non è un processo immediato, perciò cari genitori armatevi di tanta pazienza.


La prima regola è quella della coerenza:


se consigli a tuo figlio di non tenere i gomiti sul tavolo, devi ricordarglielo ogni volta che ripete questo gesto.

Lo so, sono mamma anche io e insegnare l'educazione a tavola a mia figlia non è un'impresa affatto facile, perciò non farò la maestrina: mi limiterò a condividere con voi come cerco d' insegnare le buone maniere a tavola a Sofia che ha cinque anni.


Primo l'igiene.


"Sofia, per favore, vai a lavarti le mani"

" No!"


Sono rari i momenti in cui lo fa senza obiettare, perciò ogni giorno devo ripetere la stessa cosa perchè non è ancora diventata una sua abitudine.

Lavarsi le mani, oltre ad essere una buona abitudine igienica, è anche un segno di rispetto per le altre persone a tavola.


Secondo: non faccio mai mangiare per prima lei.


Quando tutti i piatti sono in tavola s'inizia a mangiare.

Se siamo al ristorante chiedo al cameriere di servire prima noi e poi lei, così iniziamo il pasto tutti insieme.

La prima ragione è di puro Galateo, la seconda è perché se iniziasse a mangiare prima finirebbe anche prima e vorrebbe alzarsi.


Terzo:


Non ci si alza da tavola prima degli altri.

Come ho già scritto, un trucco è farla iniziare a mangiare quando gli altri, un altro è organizzare pranzi e cene che non superino la mezz'ora, perché è questo il tempo limite di un bambino piccolo a tavola.

Dopo i cinque anni si può iniziare a provare ad allungare il tempo, ma ci devo ancora arrivare, in ogni caso continuerò a rispettare i suoi tempi.


Quarto: mangiare a bocca chiusa.


Non si deve vedere il cibo che ha in bocca, perciò le dico di masticare a bocca chiusa e di non parlare quando ha il boccone in bocca.

Le ho anche spiegato che se lo fa le entra un sacco di aria in pancia e poi le farà male il pancino.


Quinto: bocconi piccoli


Non so voi, ma io ho già fatto a Sofia più volte la mossa per togliere il boccone che le era andato di traverso ( ogni volta ho perso dieci anni di vita), perciò sto attentissima alle dimensioni dei bocconi.


Nonostante i suoi cinque anni, ancora le taglio il cibo: lascio che usi il coltello con cibi più morbidi come la frittata e l'hamburger.

Lo so che la frittata non si taglia mai con il coltello secondo il Galateo, ma per far fare pratica ai bambini mi sembra un'ottima idea.


Comunque sia, per educazione non ci si riempie troppo la bocca di cibo.


Sesto: non mangiare con le mani e pulisciti con il tovagliolo.


Oramai lo sa, ma basta una distrazione che la trovo a mangiare persino gli spaghetti con le mani, oppure la trovo con le sue manine tutte unte e sporche.

Sa come tenere un tovagliolo in grembo ma non lo usa, se lo tiene accanto sì, perciò c'è ancora molta strada da fare su questo fronte.


Settimo: grazie, prego, posso e per favore.


Le parole magiche che da quando è piccola le ripeto come un mantra, devo ammettere che l'insistenza sta dando i suoi frutti tranne a tavola quando ha sete:


"Mamma, ho sete"

io: " Come si dice? "

lei: " Per favore"

io: " E poi?"

lei. "Grazie"


Non ho ancora capito se questa scenetta per lei è corretta così oppure le piace farmelo ripetere ogni giorno.

Prima o poi ce la farò, io non mollo.


Per il "posso" è più brava, penso che le maestre dell'asilo abbiano fatto un ottimo lavoro perché mi chiede "posso" per tutto.


Ottavo: "Che schifo"


Espressione che mio nonno Sergio aberrava, e non lo biasimo, oggi è molto usata ma non si dice comunque.

Quando non le piace un piatto Sofia dice "Blè", non cambia molto dall'incriminato "Che schifo", perciò le ricordo che non si dice e che basta dire: " Non mi va, grazie", oppure "Non mi piace, grazie."


Ovviamente da grande dirà solo: "No. grazie", si offrirà volontaria per dare una mano a casa di amici, starà attenta ai momenti giusti, come quello di mettere il tovagliolo in grembo o d'iniziare il pasto, saprà che non deve allungare il braccio davanti al piatto degli altri, quando avrà terminato appoggerà alla sua sinistra il tovagliolo, saprà usare in modo appropriato forchetta e coltello, non userà il cellulare a tavola e così via.


Pe ora mi accontento, consapevole che la strada è ancora lunga.



Con la Dr.ssa Emma Balsimelli invece abbiamo parlato di alimentazione per bambini.


  • Cosa prepariamo per merenda ?

  • Cosa prepariamo a pranzo per la scuola ?

  • E se alcuni cibi non piacciono ?

  • Come si fa a far mangiare ai nostri figli la vellutata ?

  • I colori del cibo.

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  • Piatti da prepare al forno.

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  • Bon Ton a tavola

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